Seminario

Ass. Cult. GROUCHO TEATRO – Centro di ricerca teatrale

Presenta:

18/22 APRILE 2006 ORE 14/17
presso la Sede Arci, via Monti di Pietralata n.16, Roma

 

'L’allenamento energetico dell’attore e

la danza afro-brasiliana degli Orixà'

 

seminario per attori e danzatori, tenuto da

Raffaele Schettino
Groucho Teatro


Costo del seminario: 50 euro
Numero massimo partecipanti:14
Per informazioni e prenotazioni: grouchoteatro@gmail.com
www.raffaeleschettino.it/groucho.html
Tel. 347-6442529


La pratica della danza degli Orixàs (danza rituale di origine africana, portata in Brasile durante lo schiavismo) viene immaganizzata nell’allenamento energetico, a scopo teatrale. Infatti essa, indagando le differenti qualità d’energia che ogni Orixà, divinità ancestrale e naturalistica, possiede e rivela durante il rito attraverso il corpo in trance dell’adepto, permette di conoscere a fondo la natura del sé attore. E’ un lavoro sugli archetipi che permette di immergersi nelle proprie potenzialità energetiche naturali attraverso l’uso di simboli concreti, individuandone ed esplorandone nella sostanza le singolarità.
Raffaele Schettino, attore-ricercatore di Groucho Teatro, lavora con la danza degli Orixàs da due anni, con la guida di Augusto Omolù (Odin Teatret). La ricerca, nata in Danimarca, segue il proprio sviluppo fra Italia e Brasile. Nel 2005 presenta la dimostrazione di lavoro ‘Cercando Axé’, sul collegamento tra tale danza e l’arte di attore.


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Seminario

DENTRO LA MINIERA DELL'ATTORE

Lina Della Rocca - TEATRO RIDOTTO

 

24/28 APRILE 2006

dalle ore 10.00 alle ore 15.00

 

Il programma di lavoro comprende una esplorazione del mondo pre-espressivo dell'attore del quale il training è la manifestazione visibile. Il training fisico è costituito da varie forme-allenamento , per così dire: la Danza del vento ; il Samurai ; la Geisha ; il Verde ; il Lanciare e tirare ecc., attraverso le quali si possono scoprire le diverse qualità dell'energia e i diversi modi di utilizzarla nello spazio.

Il lavoro del seminario sarà integrato da una sezione sul lavoro vocale, che affronterà la ricerca dei risuonatori basici e dei diversi modi di utilizzare la voce.

Lina Della Rocca , fondatrice del Teatro Ridotto di Bologna, nel corso di venti anni di lavoro si è formata pedagogicamente all'interno del suo teatro e con Iben Nagel Rasmussen dell' Odin Teatret. Fa parte del gruppo internazionale Farfa nell'ambito del progetto “Ponte dei Venti” diretto dal 1989 da Iben Nagel Rasmussen. Ha partecipato inoltre a due incontri del progetto “Ponte dei Venti latinoamericano” tenutisi a Bahia (Brasile) e alle due sessioni italiane tenutesi a Scilla (RC) nel 1996 e nel 1997.

 

Per informazioni costi e prenotazioni:

Teatro Ridotto

Lavino di Mezzo (Bologna) tel. 051402051

e-mail asstrid@iperbole.bologna.it - www.teatroridotto.it

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Due Seminari del Lume in Italia

Verso una Metodologia per l´allenamento tecnico dell´attore


1. VENEZIA - dal 18 al 22 maggio 2006

Il C.T.R. Centro Teatrale di Ricerca
Ex Convento di SS.Cosma e Damiano Giudecca - Venezia
Organizza un Laboratorio Teatrale


Condotto da Raquel Scotti Hirson e Jesser de Souza,
gruppo LUME (S.Paulo, Brasile)


Lavora i diversi elementi tecnici cui sono la base dell´allenamento
degli attori di Lume, offrendo metodologie per l´istrumentalizzazione
dell´attore. In altre parole: attivazione della muscolatura,
controllo degli impulsi ottenuti nell´allenamento energetico,
costruzione del corpo dilatato e la sua presenza scenica,
distribuzione dell´energia nello spazio. Naviga per temi basici del
lavoro dell´attore, come la trasformazione del peso in energia, la
dinamica degli azioni fisiche nel tempo e nello spazio, la relazione
con la terra, la relazione con l´aria, il lavoro sull´articolazioni e
la segmentazione del corpo, l´energia animale e la relazione tra gli
attori.


Da giovedì 18 a lunedì 22 maggio 2006
Orario: 11.00 - 15.00 (domenica 16.00 - 20.00)
Costo: EUR 180.00
Il seminario è aperto ad un numero massimo di 16 partecipanti

per informazioni ed iscrizioni:
carlinhaa@virgilio.it (Carla Marazzato) 3299772284

2. MESSINA - dal 26 maggio al 01 giugno 2006

Il Teatro dei Naviganti
Organizza un Laboratorio Teatrale

Corpo e Voce nell´allenamento dell´attore

Condotto da Raquel Scotti Hirson e Jesser de Souza,
gruppo LUME (S.Paulo, Brasile)


Dal venerdì 26 maggio a giovedì 01 giugno 2006
Orario: 15.00 - 20.00
Costo: EUR 250.00

per informazioni ed iscrizioni:
elejubilee@hotmail.com (Eleonora Bovo) 3494079440
naviganti@katamail.com (Naviganti) 0902924580

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Festival del Teatro dei Venti

Modena E-Venti 2005-2006

 

 

1° microfestival: 27 Settembre - 1 Ottobre 2005

 

Mario Barzaghi (Teatro dell'Albero)

 

27, 28, 29 Settembre: Seminario sull'arte dell'attore

30 Settembre: dimostrazione-spettacolo 'Un'atleta del cuore'

1 Ottobre: Spettacolo 'Frammenti divini di un viaggio in inferno'

 

Per informazioni: info@teatrodeiventi.it

059-309-1011

www.teatrodeiventi.it

 

 

STAGE DI VOCE

 

DIRETTO

DA NAIRA GONZALEZ

 

Da dove proviene questo suono?

Non certamente dal diaframma, bensì dalla memoria.

 

Strumento a corde sottili l'uomo

Si spezza…

Voce

… là dove si spezzò

voce

…là dove si smarrì

voce

…là dove fuggì

e come una conchiglia, là dove si cullò

 

Il seminario si svolgerà durante il festival di teatro “Montone Tra il Sole e la Luna”, a Montone di Mosciano S.Angelo (TE), nei giorni 3 – 4 – 5 agosto.

Il costo è di 50,00 euro a partecipante, comprensive di alloggio.

Per informazioni:

Tel.: 349.3183430, 347.6742726

Mail: eidosarte@libero.it

 

 

 

 

 

 

Il C.T.R. Centro Teatrale di Ricerca

Ex Convento di SS.Cosma e Damiano Giudecca - Venezia

Organizza un Laboratorio Teatrale

Mimesis Corporea – La Poesia del Quotidiano

Condotto da Raquel Scotti Hirson,

gruppo LUME (S.Paulo, Brasile) (info su LUME TEATRO)

dal 23 al 29 luglio 2005

 

La Mimesis Corporea è una metodologia sviluppata dal gruppo LUME, che consiste nella ricerca e raccolta di materiale fisico/vocale attorale partendo dall’osservazione di azioni fisiche e vocali di persone, animali, foto, quadri trovati nel panorama quotidiano o nel mondo personale dell’attore. Il laboratorio introduce a quest’osservazione artistica e poetica del quotidiano, con un lavoro pre-espressivo di ‘come’ e ‘cosa’ osservare, e continua in sala utilizzando alcuni degli elementi del training sviluppato dal gruppo LUME, per trasformare l’osservazione in materiale espressivo e poetico da portare in scena. A partire dalle diverse qualità corporali che questi stimoli esterni suggeriscono, si crea quindi un vocabolario personale di azioni che vibrano e danzano in ognuno in modo diverso. E questo materiale verrà trasportato nella scena teatrale in forma di ‘danza di azioni’.

 

Il seminario è aperto ad un numero massimo di

14 partecipanti

Dal sabato 23 a venerdì 29 luglio 2005

Orario: 11-15, con delle uscite per osservazione

domenica e giovedì pomeriggio

Costo: € 220,00

 

per informazioni ed iscrizioni:
carlinhaa@virgilio.it(Carla Marazzato)

3299772284

 

Raquel Scotti Hirson, brasiliana, dal 1993 é attrice-ricercatrice del gruppo LUME - Núcleo Interdisciplinar de Pesquisas Teatrais - UNICAMP dove svolge ricerche nella codificazione, sistematizzazione, teatralizzazione delle tecniche corporee e vocali di non-interpretazione dell’attore in tre linee principali di lavoro: il Clown e l’Utilizzo Comico del Corpo, la Mimesis Corporea e la Danza Personale, oltre a sviluppare una metodologia di training tecnico-corporeo-vocale quotidiano e la sua trasmissione. Partecipa ai seguenti spettacoli del gruppo: Taucoauaa Panhé Mondo Pé (1993), Contadores de Estórias (1995 a 1997), Anoné (1995), Mixórdia em Marcha-Ré Menor (1996 e 1997), Afastem-se Vacas que a Vida é Curta (1997), Parada de Rua (1995...), Café com Queijo (1999...), Um Dia...(2000...) e Shi-Zen, 7 Cuias (2004...).

Ha realizzato interscambi di lavoro e ricerca con ricercatori e gruppi, come la giapponese Natsu Nakajima, danzatrice di Butoh (1995 e1996); la canadese Sue Morrison (1999), che svolge ricerca sul Clown attraverso la Maschera; il danimarchese attore dell’Odin Teatret Kai Bredholt (dal 1995 al 2002), nel progetto "Música e Teatro de Rua - teatralização de espaços não convencionais"; la giapponese Anzu Furukawa (1997), con il progetto "Mímesis Corpórea e a Poesia do Cotidiano"; il giapponese Tadashi Endo (dal 2002 al 2005), danzatore di Butoh e regista dello spettacolo Shi-Zen, 7 Cuias e l’argentino Norberto Presta della Compagnia italiana Via Rosse (2004 e 2005), sull’organicità dell’attore.

 

 

Movimenti e danze sacre di Gurdjieff

14/15 maggio a Roma presso l'Abraxa teatro

Cosa sono le danze sacre:

Antiche danze orientali tramandate segretamente da maestro a discepolo e riscoperte all'inizio del 900 da G.Gurdjieff. Esse aiutano ad acquistare maggiore consapevolezza della mente, del corpo e delle emozioni, liberandoci da quegli automatismi inconsapevoli che ci intralciano nel vissuto quotidiano. Lasciando cadere le nostre maschere e i nostri condizionamenti,ed esprimendoci attraverso la danza, possiamo giungere a cio che è eterno in noi, alla nostra consapevolezza. Armonizzando le energie yin e yang, queste danze suggestive e silenziose permettono l'incontro tra la nostra parte maschile e femminile, tra l'emisfero destro e quello sinistro del cervello. Attraverso una sequenza armonica di movimenti, le sacre danze ci aiutano a rintracciare il centro interiore, sede del potere del nostro essere.

Come si svolge il seminario :

Il laboratorio di danze sacre è un esperimento di incontro tra le tecniche di meditazione di Gurdjieff e l'amore di Osho, vengono utilizzati esercizi di centratura, rilassamento e meditazione. Il laboratorio, aperto a tutti i ricercatori, offre una rara opportunità per sperimentare il potere e la bellezza di queste danze, che non richiedono particolari capacità fisiche.

L'insegnante:

Shurta discepola di Osho dall'87, ha studiato e praticato per 6 anni danza moderna e dance terapy. Contemporaneamente si è occupata di terapia del respiro ,gestalt ed astrologia. Nel 91 l'incontro con le danze sacre , da allora praticate assiduamente, l'ha portata a conoscere dimensioni della danza più profonde e meditative. Attualmente si dedica principalmente allo studio delle danze sacre che insegna da anni in Italia, conducendo anche un gruppo continuativo per preparare i partecipanti a spettacoli.

“Questo è tutto ciò a cui la meditazione tende: portare alla tua vita qualcosa in più. Qualcosa che non sia abitudinario, ma spontaneo e non meccanico, che ti trasformi da robot a essere cosciente” “Osho”

 

Il seminario si terrà presso il teatro Abraxa - Largo La Loggia Roma -

Per informazioni:

Antonella apanosetti@tiscali.it , 3495663369 tel. pomeriggio

Giovanni giovgiovi@tiscali.it 3404755483

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seminario di ANA WOOLF

giorni 28 - 29 maggio 2005 presso Officina Bodoni, via G.B. Bodoni 85, Roma Testaccio.



Piedi aperti e pensiero danzante
Laboratorio sulla tecnica di Tadashi Suzuki e i principi della danza latino americana
Condotto da Ana Woolf

«Esistono alcuni gesti che possono condurre alla creazione di uno spazio immaginario,

forse anche uno spazio rituale, in cui il corpo dell’attore può raggiungere

una trasformazione dal particolare all’universale».

Tadashi Suzuki

Il laboratorio è sulla presenza, la presenza del nostro corpo e, in particolare, quella dei nostri piedi. Il suo fondamento è il training sviluppato dal maestro e regista contemporaneo Tadashi Suzuki (Toga, Giappone). La sua tecnica, chiamata la grammatica dei piedi, si fonda sul principio in base al quale attraverso la ripetizione di esercizi ben fissati si impara a costruire la propria presenza scenica. Ad incontrarsi con questa tecnica saranno poi gli esercizi provenienti da altre tecniche e scuole teatrali e, soprattutto, i ritmi ed i principi su cui si fondano le danze latino americane, in particolar modo, la salsa. Ed è proprio quest’ultima combinazione tra la tecnica di Suzuki e la danza latino americana che permette al corpo di sperimentare il lavoro con due differenti qualità e di energia che generano due diverse qualità di presenza. Quella di un corpo danzante che viene “aperto” dal ritmo latino americano e quella di un altro corpo invece limitato e costretto a rimanere “chiuso” in una rigida struttura fisica appartenente ad una cultura completamente diversa

Organizzato da Teatro di Nessuno, Via G.B. Bodoni 85, Roma (Testaccio),

Sabato 28 Maggio 14,30-19,30

Domenica 29 Maggio 9,30-14,30

costo: 90 Euro

Tel . (00.39) 333.32.68.944 info@teatrodinessuno.it

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Associazione Culturale “I Barattieri” presenta

Laboratorio Teatrale “Il Serpente Blu”

diretto da

Anton Milenin

Dal 4 al 31 Luglio 2005

 

Presso il Centro Teatrale “La Catapulta”, Via Domenico De Dominicis 4, Roma

Lo spettatore non è mai stupido e se l'attore non rischia lo spettatore dorme. Se il regista sa “come” mettere in scena e l'attore sa “come” recitare, allora si potrà essere sicuri che anche lo spettatore saprà “come” guardare. E se l'attore oggi non ha rischiato, domani si sveglierà negoziante: non più artista ma esperto in compravendite. Il successo per chi crea è sempre una sorpresa. E allora in cosa consiste questo rischio? Come ci si può abituare a ciò a cui deve essere impossibile abituarsi? L'atto artistico è sempre doloroso. Il passaggio dal cosciente all'inconscio comporta sempre uno shock. La capacità di reagire e affrontare shock del genere la può fornire una buona scuola. La scuola è la parola chiave per affrontare il lavoro. Anzi è la chiave. Anche per ciò che riguarda l'attore. L'autore è sempre un rebus, un enigma. Ogni autore ha un codice d'accesso individuale. La scuola è un vettore sicuro che ti ci porta dentro.

Anton Milenin , esponente di spicco della nuova generazione di registi russi, è nato a Mosca nel 1969. Allievo di Vassilev e attualmente docente all'Accademia Teatrale Russa (GITIS), nel corso di Skorik, ha lavorato come attore al MkhAT (Teatro d'Arte di Mosca) e ha partecipato a vari progetti internazionali (Mosca: Il giardino dei ciliegi e Le tre sorelle di Cechov - Berlino: Il giocatore di Dostoevskij - Roma: Le Baccanti di Euripide) rivelandosi uno dei talenti della scena teatrale moscovita.
Selezionato per il Festival lituano di Daugavpils con la regia di Jacques il fatalista di Diderot, ha curato inoltre Scene dal Faust di Puskin, L'uccellino azzurro di Maeterlink, L'amore delle tre melarance di Gozzi e La foresta incantata di Rabadan.
In Italia Anton Milenin ha diretto nel 1999 uno studio su Il Libro di Giobbe della Bibbia e I Giocatori di N.V. Gogol che ha debuttato nel luglio 2000 al Festival di Volterra Volterrateatro. Nella primavera del 2000 ha curato per al Compagnia Giorgio Barberio Corsetti la prima fase del Progetto Cechov conducendo un laboratorio su Zio Vania al quale ha fatto seguito un laboratorio su Il Gabbiano a cavallo tra il mese di dicembre 2000 e il gennaio 2001.
Nella primavera del 2001 è chiamato ad insegnare presso l'Accademia d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, dove prepara il saggio di diploma degli allievi del terzo anno con uno studio su Romeo e Giulietta di Shakespeare.
Nella primavera del 2002 dirige una prima fase di studi su Nella solitudine dei campi di cotone di B.M. Koltès. I risultati sono stati presentati il 12, 13 e 14 luglio al Festival Santarcangelo dei Teatri. Nel 2003 tiene, presso l'International Acting School di Roma, un seminario per attori professionisti su Aleksandr Ostrovskij della durata di due mesi. Nella primavera del 2004 mette in scena Roberto Zucco di B. M. Koltés presso il Teatro Rialto Santambrogio e il Metateatro- Casa delle Culture di Roma e in seguito presentandolo al Theatre Dromesko di Rennes e al Festival “Piccoli Fuochi” di Buti.Tiene un seminario presso l'Università di Roma La Sapienza (Facoltà di sociologia) sui dialoghi di Platone Alcibiade e La Repubblica . Sempre nel 2004 tiene un seminario sul lavoro dell'attore a Rennes (Francia) al teatro Le campemènt di Igor Dromesko. Vince il primo premio al Festival della Giovane Drammaturgia Russa di Tarusa con la regia di Il serpente blu della drammaturga K. Tkachova.

Il laboratorio è a numero chiuso (max 25 persone).

Testo di lavoro : Il serpente blu della drammaturga K. Tkachova.

Tempi di lavoro : Dal 4 al 31 Luglio, dalle ore 17.00 alle ore 24.00

Prova aperta finale : 4 giorni

Quota di partecipazione : 300 Euro dal 4 al 17 Luglio o da 18 al 31 Luglio(2 Settimane), 400 Euro dal 4 al 31 Luglio (4 settimane).

Termine iscrizioni : 10 Giugno

Inviare Curriculum e lettera di motivazioni all'indirizzo: sdip@libero.it ; paoloemiliocolombo@tiscali.it ; Per informazioni contattare: Sara D'Ippolito Tel/Fax: 064505777 – 3403350218 Paolo Emilio Colombo Tel: 3386951990

Il Metodo

L'idea di fondo è che in principio era il verbo – come si dice - e poi questo verbo si è incarnato, perché in ogni creazione artistica ci sono le parole, ma alcune si costruiscono solo attorno alle parole e le parole rimangono vuote. La cosa principale è invece che le parole siano riempite di una vita interiore, poi si può aggiungere una qualsiasi cornice produca la fantasia dell'artista.

Stanislavskij, col suo “sistema” ha rivoltato come un guanto l'azione, da fuori a dentro. Il teatro ha cominciato ad essere un teatro che riflette. Un teatro senza fabula forte, senza modelli eclatanti a cui aggrapparsi, senza caratteri forti da imitare, tutto è dentro. Un colpo ferale al recitare da raisonneurs , alla routine e al narcisismo dell'attore.

La comparsa di Cechov nel teatro ha comportato un ulteriore cambiamento importante. Con lui lo shakespeariano “tutto il mondo è teatro e gli uomini vi passano da attori” diventa “solo il teatro è il mondo, solo gli attori sono uomini”. La creazione artistica è la vita. Il senso della creazione è nella creazione di senso. Questo difende chi volesse affrontare i classici dalla volgarità, dall'ambizione e dall'eccessiva sicurezza in se stessi. Si potrebbe affermare, parafrasandolo, che il principio dell'esistenza scenica nei suoi testi sia “Nell'attore tutto deve essere bello”.

Seguendo il metodo dell'etjud elaborato da A. Vassiliev, A. Milenin conduce gli attori nell'esplorazione delle loro capacità recitative attraverso un percorso che vede la comprensione e l'acquisizione del senso profondo dell'opera teatrale, come l'asse fondamentale di ogni interpretazione. Il lavoro che Milenin propone, attraverso l'analisi del testo e la pratica dell'improvvisazione, si articola in più momenti, che vertono a fornire gli strumenti necessari ad accogliere e ad interpretare il testo. Durante una prima fase, definita introversa, l'opera viene smontata ed analizzata nella sua struttura affrontando e distinguendo le molteplici dimensioni del suo contenuto. Il “senso” che via via si rivela permette di accedere alla fase di ricomposizione e alla sua esplicazione nella messa in scena dell'opera. Attraverso l'improvvisazione gli attori vengono chiamati a recitare in base al rapporto che hanno stabilito con il contenuto del testo, allenandosi a ricordarlo senza sforzo di concentrazione razionale. Una volta in scena, l'attore dovrà comportarsi in maniera assolutamente libera, affidandosi alla propria intuizione e alla propria memoria emotiva.

Il metodo dell'Etjud si concentra sulla messa in evidenza scenica di “azioni interiori” che permettono all'attore di fare proprio il “senso” del testo e di recitare improvvisando in base al rapporto che egli stabilisce con questo senso attraverso l'immaginazione.

Durante la prima fase di lavoro gli attori sono guidati nell'universo dell'autore attraverso un'analisi strutturale del testo (composizione dell'opera, elaborazione di ogni atto, di ogni brano, delle battute, delle pause) per poter così affrontare i legami tra la varie parti e giungere infine al senso profondo, alla vita interna dell'opera.

Questa prima fase è una tappa laboratoriale. Qui con gli attori ci si occupa delle caratteristiche dell'autore e di cosa comportino, questo significa un lavoro sull'analisi strutturale del testo e su una ricerca di una chiave che permetta di penetrale nello stile spazio-temporale dell'autore, inoltre un lavoro per la costruzione di un ensamble di attori saldo, che sorga in risultato del lavoro interiore svolto. La seconda tappa consiste nella ricerca di forme teatrali adeguate, che permettano di esprimere i contenuti emersi nel lavoro di prova.

Questo è il cosiddetto “Teatro Vivo”: ogni giorno bisogna ricominciare daccapo, porsi di nuovo la questione di quale sia la causa che ha dato via al processo che si concluderà con la creazione dello spettacolo, come il seme e l'ambiente determinano il nome e la qualità della pianta futura. Ma va anche detto che, se è vero che la causa è all'origine della scelta della pièce , molto presto in questo tipo di teatro è la pièce che comincia a influire sulla causa. I registi e gli attori innescano un processo ma presto in questo tipo di teatro è la pièce che comincia a influire sulla causa. I registi e gli attori innescano un processo ma presto cominciano essi stessi ad essere parte viva di questo processo e alla fine è il processo a dirigerli. Il controllo totale sul processo artistico è sempre qualcosa di non ispirato.

Non un processo. Dovremmo sostituire la parola “respiro” alla parola “processo”, dovremmo chiamare questo modo di procedere un respirare.

Questo processo non ha fine, perché quando prendi una nuova opera oppure un nuovo autore, ogni volta il lavoro è da ricominciare, non esiste una sapienza acquisita che la persona possa usare per tutta la vita. In realtà la scuola vera, può insegnare una cosa sola, può insegnare a imparare.

La scuola ti deve supportare affinché ogni volta si trovi un metodo nuovo in relazione ai testi, essa non può rappresentare un clichès sicuro e consolidato, può essere base per una passione, quella che permette all'attore di lavorare, ma la passione non nasce con un metodo, la scuola esiste solo quale energia.

“Nel teatro mi attira il calore. Vorrei utilizzare lo strumento concettuale come una sbarra di ferro per rompere il muro oltre il quale si trova il calore.”

Lo spettatore non è mai stupido e se l'attore non rischia lo spettatore dorme. Se il regista sa “come” mettere in scena e l'attore sa “come” recitare, allora si potrà essere sicuri che anche lo spettatore saprà “come” guardare. E se l'attore oggi non ha rischiato, domani si sveglierà negoziante: non più artista ma esperto in compravendite. Il successo per chi crea è sempre una sorpresa. E allora in cosa consiste questo rischio? Come ci si può abituare a ciò a cui deve essere impossibile abituarsi? L'atto artistico è sempre doloroso. Il passaggio dal cosciente all'inconscio comporta sempre uno shock. La capacità di reagire e affrontare shock del genere la può fornire una buona scuola. La scuola è la parola chiave per affrontare il lavoro. Anzi è la chiave. Anche per ciò che riguarda l'attore. L'autore è sempre un rebus, un enigma. Ogni autore ha un codice d'accesso individuale. La scuola è un vettore sicuro che ti ci porta dentro.

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12, 13, 14 aprile 2005

ore 21.00

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MATTINASTRA

appunti per Morte come Inizio

 

con Gabriella Rusticali

soggetto Gabriella Rusticali

testi Azzurra D'Agostino

messa in scena Gianluca Riggi

disegno luci Marian Rosu

“che anche quello stare nel solco del sangue era amore anche quello stare”

 

Il primo giorno, il giorno dopo un dolore profondo, con quel senso che la vita vada avanti, sempre e comunque, che risorga come una Fenice, non sempre si mostra come un momento di grazia, ma talvolta obbliga a uno sforzo di umiltà e di riflessione sul senso stesso della vita, dello stare qui. Questa dunque è la mattinastra, il giorno della grande sfida, che pretende la morte come elemento di vita.

Gabriella Rusticali - Dal 1984 collabora con il Teatro Valdoca. Questa esperienza è decisiva nella sua formazione d'attrice. Il lavoro rigoroso di ricerca del Teatro Valdoca, in cui si richiede una crescita costante professionale, è stata la scuola e contemporaneamente il primo passo nel mondo del "Teatro". Alcuni dei suoi spettacoli più significativi sono: Getzemane (1984), Atlante dei Misteri Dolorosi (1985/1986), Antenata – Atti I, II, III (1990-1993), Nei leoni e nei Lupi (1997), Parsifal (1999), Fare Ponte (2003/2004).

Il Teatro dei Venti è il centro per la ricerca del gruppo Nido dei Venti, un laboratorio permanente, uno spazio dove quotidianamente si pianificano ipotesi.
Il gruppo di ricerca creativa Nido dei Venti vive e si alimenta grazie allo scambio performativo e metodologico con realtà amiche che fanno del luogo teatrale un vicolo povero e rumoroso, ma dove venti impazienti si incontrano per dissolversi e rinascere.

Per informazioni e prenotazioni:

Teatro dei Venti

Via Bolzano, 31 Modena

tel. 059 3091011 / 3334714985

teatro.venti@virgilio.it

Il costo di ogni spettacolo è di 8 euro (5 euro ridotto per i minori di 16 anni e per chi fa la tessera in sede la prima sera) che comprendono anche il buffet in cui sarà possibile incontrarsi dopo le rappresentazioni per condividere emozioni e impressioni.

 

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CON AMORE! ODIN TEATRET

 

Il 12 Settembre 2004 verrà inaugurata al Kunstmuseum di Holstebro (Danimarca) la mostra di oggetti legati all'Odin Teatret 'Con Amore! Odin Teatret', organizzata da Carolina Vallejo e sarà presente fino al al 7 Novembre 2004. Verrà esposta anche la mia stampa 'L'albero delle danze', di cui si può osservare l'anteprima alla home page di questo sito o cliccando sul link.

Per ulteriori informazioni visitate il sito dell'Odin Teatret all'indirizzo: http://www.odinteatret.dk/calendarofactivities/calendar%20frameset.htm

 

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Il TEATRO REBIS di Macerata, in occasione del Limen Festival 2004 – rassegna di teatro di ricerca - organizza spettacoli e laboratori teatrali.

Saranno presenti il Rogo Teatro, Milon Mela (India), Yumiko Yoshioka (danza Butoh). La manifestazione si terrà a Settembre 2004. Dettagli e programma

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